Dalla possibilità di sfruttare appieno le potenzialità dell’Intelligenza artificiale sino alla disponibilità di nuovi device salva vita, dalla prevenzione personalizzata all’istituzionalizzazione dei controlli cardiovascolari nel nostro sistema sanitario, il piano europeo contro le malattie cardiovascolari è una novità di assoluta rilevanza che apre un ventaglio di nuove possibilità per affrontare questa sfida sanitaria”.
Così, all’AGI, Francesco Fedele professore emerito di Cardiologia presso la Sapienza Università di Roma, e presidente dell’ INRC – Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari, che ha fornito il supporto scientifico per un incontro oggi al Senato dedicato al piano europeo Safe Hearts Plan sulle malattie cardiovascolari. L’evento mette assieme tecnici e politici per guardare alla declinazione nazionale del piano europeo.
“Il piano – spiega Fedele – si articola su tre pilastri: prevenzione, diagnosi precoce e innovazione terapeutica. Quanto alla prima, l’approccio che viene messo in campo è quello della personalizzazione della prevenzione, che tenga conto dei dati di realtà e vi si adegui. Ad esempio per la questione fumo, visto il relativo fallimento delle politiche repressive, accompagnare i pazienti verso alternative meno dannose dovrebbe essere l’obiettivo principale. Così come – sempre nell’ambito della prevenzione – una attenzione particolare deve essere data alla dieta, riscoprendo la dieta mediterranea e considerando non solo l’equilibrio tra carboidrati grassi e proteine ma anche la qualità del cibo e i suoi metodi di cottura”.
Per il secondo pilastro del piano europeo, quello della diagnosi, in primo luogo va colmata una grave carenza del nostro sistema sanitario: “E’ inammissibile – continua Fedele – che lo screening cardiovascolare non sia istituzionalizzato a partire dalle fasce più giovani. Questo vuoto va colmato al più presto”. Da ultimo l’innovazione terapeutica, che si traduce: “nella necessità di offrire una sempre più ampia possibilità di accesso ai nuovi device per il controllo cardiovascolare e non solo, sfruttando al contempo al massimo le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale”.
Naturalmente tutto questo necessiterà di risorse che – conclude Fedele – “ speriamo possano essere stanziate al più presto. E da qui la necessità, di cui si è fatto carico il convegno di oggi, di una maggiore sinergia tra tecnici e politici per indirizzare i piani di spesa nazionali ed europei”


