La pandemia di SARS-CoV-2 ha messo alla prova il Servizio sanitario nazionale, evidenziandone punti deboli e inefficienze, ma ha anche indicato la direzione: una sanità di prossimità, tempestiva, umana e personalizzata. Nel 2022 DreamCom ha dedicato al tema il convegno nazionale «Medicina del III millennio: tecnologia, comunicazione e gestione del rischio globale», con responsabile scientifico la Dott.ssa Carla Bruschelli.
La salute come valore, non come costo
Con la Dichiarazione di Shanghai del 2016 l’OMS ha ricordato che la salute si sviluppa nei contesti della vita quotidiana, nei quartieri e nelle comunità, ed è uno degli indicatori più efficaci dello sviluppo sostenibile di una città.
Considerare la salute un valore e non un costo significa riconoscerla come motore di sviluppo economico e sociale. Significa anche richiamare ogni cittadino alla responsabilità per le proprie scelte, abitudini e stili di vita.
Il medico di famiglia al centro del rischio globale
Medicina predittiva e preventiva, diagnosi delle acuzie, cura delle cronicità, assistenza alle disabilità, cure palliative e dolore cronico: la gestione appropriata dei pazienti va affidata in modo capillare alle cure primarie. Il medico di medicina generale è il primo riferimento per la gestione del rischio globale, perché può applicare il modello biopsicosociale.
Servono però formazione e aggiornamento costanti, soprattutto su multimorbidità e politerapia. Al convegno si è parlato di medicina di genere, di farmacologia clinica nel paziente multimorbido e di riduzione dei fattori di rischio come alcol, sedentarietà, obesità e fumo.
Comunicare per costruire l’alleanza terapeutica
L’operatore sanitario deve acquisire anche competenze comunicative, per mettere davvero il paziente al centro e costruire con lui un solido rapporto di fiducia. Una sessione del convegno è stata dedicata alle basi della comunicazione efficace:
- accoglienza e ascolto attivo;
- empatia;
- linguaggio non verbale e paraverbale;
- i comportamenti che possono cambiare la disponibilità del paziente verso il medico e le indicazioni sanitarie.
Un’esercitazione pratica ha simulato una visita ambulatoriale tradizionale e una in telemedicina, con un rapporto medico-paziente difficile da ricondurre all’alleanza terapeutica.
Tecnologia e telemedicina al servizio del rapporto con il paziente
Big data, monitoraggio dei parametri vitali in tempo reale, robotica, intelligenza artificiale e realtà aumentata aprono nuove possibilità diagnostiche, interventistiche e riabilitative e aiutano a identificare i rischi per tempo. La telemedicina favorisce il rapporto con il territorio, raggiunge pazienti non autonomi e aree remote, garantisce equità di accesso e continuità assistenziale e, con il teleconsulto, facilita la collaborazione tra professionisti.
Teleassistenza e telemonitoraggio sono utili in molte situazioni: dall’assistenza agli anziani alle patologie gravi e croniche, dal decorso post-operatorio, anche per una de-ospedalizzazione precoce, alla verifica dell’aderenza alle terapie. La telemedicina, però, non deve sostituire il rapporto personale medico-paziente: deve agevolarlo e integrarlo. Il convegno ne ha discusso anche gli aspetti medico-legali.
Sulla relazione di cura è oggi disponibile il podcast Il rapporto tra professionista sanitario e paziente: clinica, comunicazione, etica e responsabilità; tutta l’offerta è nel catalogo dei corsi ECM.
