Si stima che i vaccini prevengano tra i due e i tre milioni di morti ogni anno nel mondo, eppure raggiungere i pazienti fragili resta difficile. Nel 2022 DreamCom ha organizzato su questo tema un convegno presso la sede della Regione Lazio, con istituzioni, medici di famiglia, pediatri, farmacisti e associazioni di pazienti.
Perché i vaccini sono un salvavita per i fragili
La pandemia di Covid-19 ha mostrato quanto conti la prevenzione vaccinale nei pazienti fragili e quanto sia necessario mantenere e rafforzare le corsie preferenziali per chi soffre di patologie le cui cure indeboliscono il sistema immunitario.
Per queste persone i vaccini, a cominciare da quello antinfluenzale, sono un salvavita. Restano però una criticità da affrontare con urgenza: la difficoltà principale è intercettare un’ampia fascia di popolazione, spesso proprio quella più a rischio.
Quanti sono i pazienti fragili
In Italia i pazienti fragili sono stimati intorno al 18% degli over 65, secondo la sorveglianza Passi d’Argento. Per loro serve un modello unico di offerta vaccinale, disegnato su misura per ciascuna tipologia di paziente.
Il ruolo degli ospedali e delle associazioni
La campagna anti-Covid ha evidenziato il ruolo delle aziende ospedaliere, perché prima o poi tutti i soggetti fragili afferiscono alle strutture specialistiche:
- pazienti oncologici e con malattie reumatologiche;
- politrasfusi e trapiantati di midollo;
- persone HIV positive;
- diabetici e cardiopatici;
- dializzati e broncopneumopatici.
Accanto agli ospedali, e in collaborazione con loro, le associazioni di pazienti sostengono il valore delle vaccinazioni come salvavita per le persone più fragili.
Ripartire dalla prevenzione
La strada indicata è un impiego più ampio dei vaccini nei soggetti fragili, eliminando le barriere che impediscono a ogni persona di ricevere cure adeguate. Al confronto, introdotto da Roberto Ieraci, responsabile scientifico della campagna vaccinale della Regione Lazio, hanno partecipato tra gli altri rappresentanti di FIMMG, Federfarma, FIMP, FADOI Lazio e dell’Associazione dei pazienti Respiriamo.
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