Ridurre il colesterolo LDL significa ridurre il rischio cardiovascolare, ma il raggiungimento dei target e l’aderenza alla terapia restano problemi aperti. Nel 2021 DreamCom ha dedicato al tema un webinar strutturato dall’Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari (INRC) sullo stato dell’arte nell’approccio alle dislipidemie.
Prima lo stile di vita, poi i farmaci
Nei pazienti a rischio cardiovascolare basso o intermedio la terapia farmacologica dell’ipercolesterolemia va di norma preceduta da interventi sullo stile di vita, che restano comunque necessari in tutti i pazienti.
In prevenzione primaria, con un incremento lieve-moderato della colesterolemia, si possono considerare nutraceutici con documentata azione ipocolesterolemizzante. Se le misure conservative non bastano a raggiungere l’obiettivo, servono i farmaci: le statine sono il trattamento di prima linea per efficacia e sicurezza.
Le opzioni oltre le statine
Altre strategie aiutano a integrare l’azione delle statine o a sostituirla in caso di intolleranza parziale o completa:
- ezetimibe;
- sequestranti degli acidi biliari;
- inibitori della proproteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9 (PCSK9).
L’aferesi delle lipoproteine e la lomitapide sono riservate ai pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote.
Perché i target contano
La riduzione della colesterolemia si accompagna a una riduzione lineare del rischio cardiovascolare e della mortalità cardiovascolare e totale, e a una minore progressione, o persino a una modesta regressione, delle lesioni ateromasiche coronariche.
È un beneficio particolarmente importante nei pazienti a rischio alto e molto alto: per loro le linee guida ESC/EAS 2019 raccomandano un trattamento ipolipemizzante aggressivo, con target di c-LDL sempre più stringenti.
Il nodo dell’aderenza
Il beneficio si perde se la terapia viene sospesa. Eppure molti pazienti hanno una consapevolezza limitata del proprio rischio e, nel tempo, riducono il dosaggio o interrompono il trattamento senza avvisare il medico di famiglia. Garantire aderenza e persistenza è quindi parte integrante della cura.
I temi affrontati nel webinar
- Dalle linee guida americane a quelle europee: come è cambiato l’approccio alla dislipidemia — Prof. Francesco Fedele
- I nuovi target di trattamento nelle diverse categorie di rischio — Dr. Amir Kol
- Beneficio del controllo precoce e aggressivo del LDL-C — Prof. Marcello Arca
- Acido bempedoico: un nuovo farmaco per quale paziente? — Dott. Franco Evangelista
- Risultati del report INRC: esperienze a confronto — Dott.ssa Maria Chiara Gatto
- Casi clinici — Dott.ssa Francesca Percoco e Dott.ssa Ilaria Dato
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