Nell’aprile 2020, nelle prime settimane della pandemia di Covid-19, il Comitato tecnico-scientifico (CTS) ribadì la linea dell’Organizzazione mondiale della sanità sui test: aumentare la diagnosi su casi sospetti e contatti, senza screening di massa. Per gli operatori sanitari esposti al contagio il CTS raccomandò invece l’esecuzione dei tamponi.
La posizione dell’OMS sui test
La raccomandazione dell’OMS su chi sottoporre a test restava invariata. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus esortava ad aumentare il più possibile l’identificazione e la diagnosi dei casi sospetti e dei contatti sintomatici di casi confermati, secondo la definizione dell’OMS, aggiornata costantemente sul sito web e nelle conferenze quotidiane.
Niente screening di massa
In quella fase non era raccomandato lo screening di massa della popolazione. Le indicazioni furono ribadite in una riunione del CTS dal Dott. Ranieri Guerra, in qualità di rappresentante dell’OMS, in linea con quanto già espresso in più sedute del Comitato.
Tamponi per gli operatori sanitari
Diverso il discorso per gli operatori sanitari esposti al rischio di contagio: per loro il CTS raccomandò l’esecuzione dei tamponi, con l’obiettivo di contenere il più possibile la diffusione del virus.
Le indicazioni riportate si riferiscono al quadro dell’aprile 2020. Tutta l’offerta formativa aggiornata è nel catalogo dei corsi ECM.
