La fibrillazione atriale (FA) è un’aritmia progressiva e potenzialmente pericolosa, frequente negli anziani che spesso hanno anche altre patologie. Nel 2019 DreamCom ha dedicato al tema un seminario ECM a Roma, costruito sulla discussione di casi clinici complessi e sulle scelte di terapia anticoagulante.
Che cosa succede nella fibrillazione atriale
Nella FA il ritmo del cuore diventa irregolare: la contrazione degli atri, le camere superiori del cuore, perde efficacia e la regolare funzionalità ventricolare viene compromessa.
L’aritmia comporta un’accelerazione del battito, con un’attività atriale che può arrivare a 300-600 battiti al minuto.
Perché la diagnosi precoce è importante
La FA è una patologia progressiva e può portare all’insufficienza cardiaca, in cui il cuore non riesce più a soddisfare il fabbisogno di ossigeno dell’organismo. Per questo è fondamentale diagnosticarla il prima possibile e avviare subito la cura.
L’anziano fragile
Tra le cause principali ci sono l’invecchiamento del cuore e la progressiva dilatazione dell’atrio. Ne deriva che la FA è frequente nei soggetti anziani, spesso con patologie concomitanti: in questi pazienti la scelta della terapia deve tenere conto della fragilità e delle possibili interazioni tra farmaci.
I temi affrontati nel seminario
Il seminario ha analizzato studi e casi clinici raccolti in anni di esperienza, con relatori Massimo Uguccioni (San Camillo-Forlanini), Furio Colivicchi (San Filippo Neri) e Antonio Terranova (San Camillo-Forlanini):
- aspetti controversi nella terapia anticoagulante della FA;
- come scegliere la terapia anticoagulante nel paziente avviato a cardioversione elettrica;
- la gestione del paziente fragile con FA — Dr. Antonio Terranova;
- interazioni farmacologiche: come individuare il DOAC più appropriato per il singolo paziente;
- discussione interattiva sui casi clinici.
Approfondire
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